Bergoglio 3.0
luogo antico | vita nuova

Luogo antico | vita nuova” è l’obiettivo.

La vitalità dell’antico quartiere di Bergoglio, inserita con nuova linfa nel formale contesto architettonico ed ambientale della Cittadella di Alessandria nata sulle sue ceneri. Un antico sedime civile “prestato” al mondo militare e che torna, nel XXI secolo dopo più di due secoli, ad una terza vita di attività civili questa volta di ampio respiro internazionale. Ecco spiegato il titolo che veste il progetto: “Bergoglio 3.0 • luogo antico | vita nuova”.

Il progetto è finalizzato all’integrale recupero strutturale e funzionale della Cittadella per la sua rigenerazione, valorizzazione culturale e fruizione pubblica.

Il progetto è interamente finanziato in ambito privato già dalla prima fase di impianto, prevede un investimento di circa 20 milioni di euro già oggi disponibile e non postula nessun diretto intervento finanziario pubblico. Il complesso programma di valorizzazione, tradotto in investimenti per circa 375 milioni di euro, si articola in venti anni con il completo recupero strutturale e funzionale. Sono stati opportunamente identificati adeguati motori economici che verranno implementati e che alimenteranno stabilmente le impegnative necessità di spesa. Sarà inoltre intrapreso una procedura specifica BEI o FEIS, per la quale è confermata la coerenza con le aree prioritarie degli investimenti, al fine di ottimizzare l’approccio in questo progetto ultraventennale, in piena rilevanza con l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

La spinta propulsiva sarà coerente alla produzione dei risultati economici necessari per il ciclo degli investimenti sulla fortezza. In questo modo l’intero piano di lavoro è stato strutturato: garantire, nel tempo, la totale indipendenza economica ed energetica della Cittadella di Alessandria.

L’intera e vasta area è caratterizzata da una tale profonda complessità, non solo data dai vincoli storico artistici, da aver reso indispensabile ideare e formulare un percorso teso e finalizzato ad una compatta ed unitaria gestione del luogo, e che comprendesse inoltre le riserve e i vincoli di utilizzo previsti.

Ciò che sarebbe delineato troverebbe identità in un Partenariato Pubblico-Privato1 come indicato, ad esempio, nel Libro Verde relativo al Partenariato Pubblico-Privati ed al diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni2, oppure – più recentemente – nel Codice degli Appalti (D.Lgs 50/2016) all’art. 180 e seguenti. Ad oggi il ventaglio di possibilità è molto ampio e le somme potenzialmente finanziabili sono sensibilmente elevate.

È importante sottolineare quanto il progetto sia concepito per essere inclusivo e non esclusivo. Una governance unitaria in un’ottica di partenariato, ove lo Stato – nelle sue diverse forme istituzionali, e di concerto con i soggetti pubblici locali competenti – controlli l’operato del privato, può realmente e concretamente traghettare la Cittadella verso un futuro senza precedenti. Attuare processi e mutamenti sul lungo periodo che garantiscano stabilità e continuità, sono i nostri ingredienti. Si potrà dunque assistere a ripercussioni economiche, turistiche e di benessere difficilmente riscontrabili nel passato di Alessandria.

La nostra idea è ben lontana dal voler essere una speculazione privatistica: la Cittadella di Alessandria è un bene monumentale dello Stato, di tutti, un tesoro culturale di inestimabile valore del contesto territoriale piemontese, e tale deve rimanere nell’accezione più alta del termine. Il Partenariato Pubblico-Privato è il mezzo per raggiungere un obiettivo che possa essere di giovamento all’intera comunità in termini di fruibilità, guadagno dall’indotto e dunque ricchezza per tutto un territorio con una visione a lungo termine.

« Il passato è necessario al futuro affinché possa essere costruito durante il presente ». L’incredibile ricchezza storica, sociale ed architettonica della Cittadella vuole essere conservata ed implementata con nuovo vigore, nel pieno rispetto del lavoro e della vita delle generazioni passate.

Consegnamo insieme, alle generazioni che verranno, un’eredità aperta sul futuro e saldamente radicata alla propria storia.


Bergoglio 3.0 è un progetto sostenuto da


in collaborazione con


con la consulenza scientifica di


e con il supporto di


Note

  1. DLGS 50/2016, art. 3, comma 15-ter.
    Ai fini del presente codice, i «contratti di partenariato pubblico privato» sono contratti aventi per oggetto una o più prestazioni quali la progettazione, la costruzione, la gestione o la manutenzione di un’opera pubblica o di pubblica utilità, oppure la fornitura di un servizio, compreso in ogni caso il finanziamento totale o parziale a carico di privati, anche in forme diverse, di tali prestazioni, con allocazione dei rischi ai sensi delle prescrizioni e degli indirizzi comunitari vigenti. Rientrano, a titolo esemplificativo, tra i contratti di partenariato pubblico privato la concessione di lavori, la concessione di servizi, la locazione finanziaria, il contratto di disponibilità, l’affidamento di lavori mediante finanza di progetto, le società miste. Possono rientrare altresì tra le operazioni di partenariato pubblico privato l’affidamento a contraente generale ove il corrispettivo per la realizzazione dell’opera sia in tutto o in parte posticipato e collegato alla disponibilità dell’opera per il committente o per utenti terzi. Fatti salvi gli obblighi di comunicazione previsti dall’articolo 44, comma 1-bis del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, alle operazioni di partenariato pubblico privato si applicano i contenuti delle decisioni Eurostat.
    (Comma introdotto dall’art. 2, comma 1, lettera a), d.lgs. n. 152 del 11/09/2008 in vigore dal 17/10/2008 e successivamente così modificato dall’art. 44, comma 1, lettera b) D.L. n. 1 del 24/01/2012 in vigore dal 24/01/2012, convertito senza modificazioni dalla Legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27, in vigore dal 25/03/2012 – si veda anche quanto disposto dall’art.18 della L. 183/20111 in vigore dal 01/01/2012.).

  2. Comunicazione Commissione UE 30 aprile 2004, COM 2004 n.327.