Bergolium
sette secoli di storia

Di fronte a Rovereto, sulla sponda sinistra del Tanaro – dove oggi campeggiano le mura della cittadella – sorgeva Bergoglio. Circondato da mura e fossati, e difeso da una piccola rocca staccata detta “la Pozzolana”, in origine appartenne alla Arcidiocesi di Milano. Bergoglio fu uno degli otto insediamenti, chiamati statielli, che contribuirono alla fondazione della città di Alessandria nella seconda metà del XII secolo1.

Gli storici sono unanimi nel considerare che Bergoglio esistesse già prima della fondazione di Alessandria, come borgo fortificato con castello ed edifici religiosi e, probabilmente, con un reticolo derivato da una più antica sedimentazione di epoca romana, presumibilmente alto imperiale. Un ponte su barche collegava Bergoglio al borgo Rovereto.

Risalgono al IX secolo le prime fonti documentate dell’esistenza degli insediamenti che formeranno poi Alessandria, e tra questi è citato anche Bergoglio. Secondo la Chronica Aquensis2 del domenicano Iacopo d’Acqui si evince che Bergoglio seguisse il rito ambrosiano e che l’Arcivescovato di Milano vi vantasse una qualche giurisdizione temporale: “Verum est quod Bergolium quantum ad officium sequitur ritum Ecclesiæ Ambroxianæ, solum quantum ad Ecclesiam principalem, quia Bergolium fuit de Diocesi Mediolanensi”.

Nel X secolo Borgoglio appariva già come centro abitato definito ed erano già presenti numerosi edifici e chiese: chiesa e Monastero dell’Ordine di San Giovanni e di San Benedetto (sotto il titolo di San Pietro), la chiesa di San Giovanni, la chiesa di Santo Stefano. È inoltre descritta negli annali la presenza di un distretto e di ostelli per forestieri.

Girolamo Ghilini, storico e patrizio alessandrino, riporta che Aleramo – per i suoi privilegi assegnatogli a Ravenna nel diploma del 23 marzo 967 dell’imperatore Ottone I3 – avesse tra i suoi molti possedimenti anche le terre di Bergoglio.

Il 23 agosto 1071 a Bergoglio muore, e viene sepolto, l’Arcivescovo di Milano Guido da Velate. Nel 1094, in occasione della prima crociata, partì da Bergoglio il patrizio bergogliese Scipione Guasco, ricordato da Torquato Tasso nella Gerusalemme Liberata, che morirà nel 1099 sotto le mura di Antiochia: « Né solamente discacciò costoro / la spada micidial dal dolce mondo, / ma spinti insieme a crudel morte foro / Gentonio, Guasco, Guido e ‘l buon Rosmondo ».

Nel 1116 l’imperatore Enrico V è ricevuto, con tutta la famiglia, a Bergoglio. Un segnale concreto di quanto fosse già un luogo strutturato ed importante. E, a conferma di quanto appena citato, è dello stesso anno un documento dell’imperatore, che tratta dei privilegi e dei diritti dell’abate Beregonz dell’Abbazia di San Massimino di Treviri, e che definisce Bergoglio un castrum: Actum in Italia, in castro Burguliæ4.

Nel 1155 la potenza bergoliese in campo militare è sottolineata dal marchese del Monferrato Guglielmo il Vecchio che viene a consigliare le sue milizie a non scendere in campo con i milanesi ed i tortonesi, in quanto “fra i migliori in aiuto dei tortonesi son quei di Gamondio e di Borgoglio“.

Nata la città di Alessandria5 essa si fondò in un primo momento dall’unione demica di Gamondium (Gamondio), Marenghum (Marengo) e Bergolium. Questo si evince nel testo dei reclami contro Cremona del 1184 dell’imperatore Federico ove indica i promotori ed autori della fondazione della nuova città: “de tribus locis, Gamunde vicelicet et Meringin et Burgul“. Non è descritto il nome del luogo dell’incontro, anche se pare già indicato con una certa precisione nella specificazione del sito sul Tanaro dove il trasferimento fu più breve: Bergoglio6. Ai tre luoghi citati si aggiunsero in seguito Roboretum (Rovereto), Solerium (Solero), Forum (Villa del Foro), Vuilije (Oviglio) e Quargnentum (Quargnento). In questo le popolazioni furono supportate, economicamente, dalla “Superba” e dai comuni della Lega Lombarda in contrasto con il marchesato del Monferrato, principale alleato di Federico Barbarossa.

La data ufficiale di fondazione di Alessandria è il 3 maggio 1168, anche se in quel momento ha già raggiunto una configurazione topografica, urbanistica ed amministrativa definita. Il nome “Alessandria”, confermato in seguito, sarà assunto in onore di Papa Alessandro III, ampio sostenitore delle azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero e che aveva scomunicato Federico Barbarossa.

Note

  1. Francesco Moscheni & F.lli, Codex statutorum magnifice communitatis atque diœcæsis Alexandrinæ, Alessandria, 1547
  2. Giovanni Battista Moriondo, Monumenta Aquensia, Torino, Tipografia Regia, 1790
  3. Nel 951 Ottone I di Sassonia viene coronato re d’Italia a Pavia; nel 961 restaura il Sacro Romano Impero, facendo della Germania il pilastro della nuova Europa.
  4. Carte originali anteriori al 1121 conservate in Francia, su cn-telma.fr
  5. Nei primi vent’anni della sua storia la città presenta nelle fonti quattro diverse denominazioni: Alessandria, Cesarea, Palea, Rovereto, oltre alla designazione generica, abbastanza frequente, di civitas nova o nova civitas, ed alla più rara designazione di urbs nova. (Geo Pistarino, La doppia fondazione di Alessandria (1168, 1183), in Rivista di Storia Arte Archeologia per le provincie di Alessandria e Asti, volume unico, Alessandria, Società di Storia Arte Archeologia – Accademia degli Immobili, 1997, pp. 5-36)
  6. Geo Pistarino, La doppia fondazione di Alessandria (1168, 1183) (PDF), in Rivista di Storia Arte Archeologia per le provincie di Alessandria e Asti, volume unico, Alessandria, Società di Storia Arte Archeologia – Accademia degli Immobili, 1997, pp. 5-36